Tra l’Alto Medioevo e l’età longobarda il territorio di San Vito Romano entrò nel sistema di insediamenti e di controllo del territorio che caratterizzò l’Italia centro-meridionale. Anche alcuni toponimi locali, come quello della zona “La Corte”, sono stati messi in relazione con il termine curtis, utilizzato nell’organizzazione fondiaria dell’epoca.
Nel IX secolo, le incursioni saracene interessarono anche l’entroterra laziale e l’area sublacense. Secondo la tradizione, in questo periodo gli abitanti della zona cercarono maggiore protezione sulle alture, trovando inizialmente rifugio nelle cavità naturali della rupe. Qui si sarebbe progressivamente sviluppato un insediamento fortificato, destinato a diventare il nucleo del paese medievale.
La tradizione lega questo processo alla presenza dei monaci benedettini, ai quali viene attribuito un ruolo nella formazione del nuovo abitato e nella diffusione del culto di San Vito. Nelle fonti medievali compare il nome Castrum Sancti Viti, cioè “Castello di San Vito”, dal quale deriva l’attuale denominazione del paese.
Il borgo rimase successivamente legato alla presenza e alla signoria benedettina fino al 1180, quando ebbe inizio una nuova fase della storia del territorio.