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La Cona di San Martino: dove il tempo ancora si ferma

10 ottobre 2026 · Vito Rossi

Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2026

La Cona di San Martino: dove il tempo ancora si ferma

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di grandi parole, perché parlano già con il silenzio delle loro pietre.

La Cona di San Martino è uno di questi. Un’umile edicola di campagna, posta lungo il cammino di chi tornava dai campi, quando San Vito Romano era fatto soprattutto di vigne, uliveti, terra lavorata e mani segnate dalla fatica.

Per i contadini che salivano sotto il sole, con i cesti colmi di frutta e verdura, la Cona era rifugio e ristoro. Vederla significava che la parte più dura del cammino era terminata: si era giunti al piano. Ci si fermava, si appoggiava il peso delle ceste e quello della giornata, si pregava, si ringraziava. Poi lo sguardo cercava il paese in lontananza, le proprie case, forse già illuminate dalle prime luci della sera.

Era il momento in cui la stanchezza lasciava spazio all’attesa: l’incontro con la famiglia, con gli affetti, con il calore di casa. Un incontro d’amore, semplice e profondo.

Negli anni ’90, con l’aiuto della Pro Loco e di tanti cittadini volenterosi, ebbi la fortuna di partecipare al restauro di questo piccolo, prezioso luogo. In quell’occasione, su una tavola, affidammo alla memoria queste parole:

“In questo luogo così caro a noi e ai nostri padri,
che risveglia suggestivi ricordi del tempo andato,
rifugio e ristoro dei contadini stremati
dalla fatica del salire;
ringraziamento e lode per l’arrivo del piano,
vista d’incanto delle proprie case,
incontro d’amore, di passione.
Luogo semplice, umile, magico,
restio al passare degli anni
e perciò conservato alla sua originaria purezza.
In questo luogo ormai abbandonato, dimenticato,
vicino ma lontano nel tempo,
come accadde e spesso accade
in una capanna in cui…
si accese una grande luce…
per una unica grande famiglia di Esseri Umani
nella loro massima aspirazione.
Buona Vita a Tutti noi.”

Oggi la Cona appare forse più sola, avvolta dalla vegetazione e dagli anni. Ma basta fermarsi un attimo davanti al suo arco per sentire ancora il passaggio di chi tornava dal lavoro, il fruscio delle foglie, le voci basse della sera e quel desiderio antico di arrivare a casa.

Non lasciamo che questi luoghi diventino soltanto pietre dimenticate.

Sono pagine vive della nostra storia.

Sono il cuore silenzioso della nostra terra.

L’immagine è una ricostruzione creata con l’intelligenza artificiale.