Viaggi nel tempo

La notte di Girolamo e la chiave del borgo
La leggenda del Fantasma Girolamo, custode dell'antico Frantoio Theodoli, e la proposta di far rinascere il rudere di Via Porta Olevano come accoglienza dell'albergo diffuso.

"Uno a monte alla luna": noi ci siamo stati veramente
In Piazza San Biagio tornano, ricostruiti, i pomeriggi degli anni Sessanta e Settanta: i ragazzi alla cavallina, le ragazze alla campana disegnata col gesso e una piazza che era il cortile di tutti.

L'Arco dell'Ospitale: il prendersi cura, una memoria che ci unisce
Un arco che accoglie chiunque lo attraversi: una riflessione sul prendersi cura del paese e delle relazioni tra chi lo abita, e l'invito a un confronto sereno sul verde e sugli alberi di San Vito.

San Vito Romano: il ritmo dei campi e la voce dei falò
Le colonne di fumo dei falò di potatura che all'alba salgono dalla valle: un progetto fotografico e poetico tra arte, terra e memoria.

San Vito, deposto con amore sulla sua collina
Una foto-arte che immagina mani divine e angeli posare San Vito Romano sulla sua collina tra i Monti Prenestini: un invito a guardare il paese come un dono da custodire.

Sotto l'ombra che non c'era più
Nella piazzetta vicino all'Arco dell'Ospitale torna, immaginata, la pergola di pizzutello dell'osteria di Nonno Giovanni: tavolini, partite a carte e la convivialità di un paese che sa ritrovarsi.

L'archipoesia de "La Loglia"
Sotto le antiche travi della Loglia, in una sera d'autunno: dove il profumo delle caldarroste incontra la memoria del paese.

"San Vito Lavers": il Facebook bagnato delle nostre mamme
Un viaggio nella memoria al vecchio lavatoio comunale di San Vito Romano, quando i panni si lavavano fuori casa e le storie si raccontavano a tutti.

La Cona di San Martino: dove il tempo ancora si ferma
Un viaggio nel tempo alla Cona di San Martino, l'umile edicola di campagna dove i contadini di San Vito Romano si fermavano a riposare e a pregare tornando dai campi.

Una postazione della guerra sulla strada San Vito Romano–Bellegra
Un viaggio nel tempo al 1944 lungo la provinciale per Bellegra, poco prima di Monte Casali: una postazione di mortaio della Linea Caesar e i residuati bellici riemersi durante i lavori sulla strada.

Benvenuti nel 1550
Un viaggio nel tempo in Piazza Governo Vecchio, quando San Vito era il "Castrum Sancti Viti": la fucina del fabbro, il maniscalco e la porta nascosta del borgo.