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"San Vito Lavers": il Facebook bagnato delle nostre mamme

13 ottobre 2026 · Vito Rossi

Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2026

"San Vito Lavers": il Facebook bagnato delle nostre mamme

Quando i panni si lavavano fuori casa e le storie si raccontavano a tutti.

Purtroppo, oggi, del nostro vecchio lavatoio comunale non abbiamo più la struttura materiale o muraria.

È scomparso un pezzo importante della storia di San Vito Romano: un luogo di lavoro, di fatica, d’incontro e di vita quotidiana che non possiamo più visitare, fotografare o mostrare ai nostri figli e nipoti.

O meglio, non possiamo più vederlo con gli occhi.

Perché il lavatoio continua a esistere nella memoria di chi lo ha conosciuto.

Ed è proprio per questo che dobbiamo raccontarlo, finché ci sono persone capaci di ricordarne la forma, i rumori, gli odori e le emozioni.

Un viaggio nella memoria

Il lavatoio era coperto e, per entrare, bisognava attraversare una grande porta.

All’interno c’erano lunghe vasche rettangolari, dove le donne lavavano i panni disponendosi le une di fronte alle altre.

L’acqua arrivava dalle fontane e, al centro, c’erano le acque più limpide, destinate al risciacquo finale.

Le mani lavoravano, l’acqua scorreva e le voci si intrecciavano.

Si parlava dei figli, dei mariti, delle difficoltà economiche, delle preoccupazioni quotidiane. Si condividevano gioie, speranze e confidenze. E, naturalmente, non mancavano i pettegolezzi!

Era una comunità che si ritrovava attorno alle vasche, mentre la fatica del lavoro si mescolava alla compagnia.

E poi c’era quel profumo particolare del sapone fatto in casa, preparato con la cenere, l’olio…, che ancora oggi riaffiora nei ricordi. Un profumo che forse somigliava a quello del sapone di Marsiglia, ma che apparteneva a un mondo tutto nostro.

La strada per arrivare al lavatoio

La ricordo ancora: era proprio quella stradina che percorrevo da bambino insieme a mia madre, l’antica Via del Piscarello.

Un percorso in salita, formato da lastre di arenaria, talvolta sconnesse, con i rovi, le more selvatiche e la vegetazione che crescevano ai lati.

C’erano i cavalli, le farfalle e i profumi della campagna.

Io ero piccolo e aiutavo mia madre, come anche altri miei coetanei, a portare i panni sporchi al lavatoio.

Allora non potevo sapere che, tanti anni dopo, avrei cercato di ricostruire quel luogo attraverso i ricordi.

Non immaginavo che quella semplice strada, percorsa insieme a lei, sarebbe diventata una porta aperta sulla mia infanzia.

Prima di Facebook, c’era San Vito Lavers!

Oggi ci ritroviamo nelle piazze virtuali, attraverso uno schermo.

Allora ci si incontrava al lavatoio comunale.

Lì circolavano notizie, si raccontavano storie, si chiedevano consigli e si condividevano problemi e gioie. Ogni donna portava con sé i propri panni, ma anche una parte della propria vita.

E così mi è venuta un’idea: chiamare questo nostro viaggio nella memoria SAN VITO LAVERS, giocando con il nome della nostra amata piazza civica, San Vito Lovers.

Una lettera cambia, ma quanta storia viene fuori!

E a proposito di panni, permettetemi una battuta.

Una volta si diceva che i panni sporchi si lavano in casa. Ma a San Vito, al lavatoio comunale, si lavavano fuori casa, tutti insieme! 😄

Naturalmente, non si trattava soltanto di lavare la biancheria. Si condivideva la vita.

❤️ Perché dobbiamo raccontarlo?

Perché un luogo può scomparire materialmente, ma non per questo deve essere cancellato dalla storia di una comunità.

Possiamo ancora ricostruire il nostro lavatoio attraverso i ricordi di chi lo ha frequentato: le sue dimensioni, le vasche, l’acqua, le voci, gli odori e le abitudini di un tempo.

Non pretendiamo di ricostruire tutto in un giorno. Vogliamo cominciare, ascoltare e raccogliere le testimonianze, distinguendo ciò che ricordiamo da ciò che riusciremo a documentare.

Forse non riavremo più il nostro lavatoio, ma possiamo lasciare ai giovani almeno il racconto di ciò che è stato.

La memoria non restituisce le pietre perdute, ma impedisce che scompaia anche la storia di chi le ha vissute.

E adesso tocca a voi!

Care amiche e cari amici di San Vito Romano, chi di voi ricorda il vecchio lavatoio comunale?

Chi ci andava con la mamma o con la nonna? Chi ricorda il rumore dell’acqua, il profumo del sapone fatto in casa, le vasche e le chiacchiere delle donne?

Avete fotografie, racconti o particolari che possono aiutarci a ricostruire questo luogo?

Raccontateceli nei commenti. Anche un piccolo ricordo può aiutarci a recuperare un pezzo della nostra storia.

Perché questa volta non vogliamo soltanto lavare i panni: vogliamo salvare i ricordi! ❤️

San Vito Lovers — La nostra piazza, la nostra memoria, il nostro futuro.

L’immagine è una ricostruzione creata con l’intelligenza artificiale.