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L'uccello grifone

Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2026

L'uccello grifone

Il Re si ammalò gravemente, e i medici dissero che solo un medicamento fatto con la penna di un uccello grifone avrebbe potuto salvarlo.

I suoi tre figli partirono allora alla ricerca, con la promessa di una grande ricompensa per chi l’avesse trovata. Fu il più giovane a trovarla… ma non fece mai ritorno. Gli altri due tornarono al castello con la penna, e per la famiglia fu un immenso dolore.

L’osso che canta

Passarono tanti anni. Un giorno il Re e i suoi due figli cavalcavano attraverso la foresta quando videro a terra un osso strano, simile a un piffero. Il Re lo raccolse, ci soffiò dentro, e l’osso cominciò a cantare:

Caro babbo che in braccio mi tieni, tienimi stretto e tienimi bene: per la penna d’uccello grifone m’hanno ammazzato a Monte Leone!

Il Re passò l’osso a uno dei figli, e quando questi lo suonò, la voce cantò di nuovo:

Caro fratello che in braccio mi tieni, tienimi stretto e tienimi bene: per la penna d’uccello grifone m’hanno ammazzato a Monte Leone!

La verità

Toccò allora all’altro fratello, che però era restio e agitato: “E io? No, io non lo suono!”. Il Re insistette, e quando finalmente il figlio soffiò nell’osso, la voce cantò:

Fratellaccio che in braccio mi tieni, tienimi stretto e tienimi bene: per la penna d’uccello grifone m’hai ammazzato a Monte Leone!

Fu la terribile rivelazione. Il Re, furioso e addolorato, scoprì la verità: era stato quel figlio a uccidere il fratello minore per prendersi la penna e la ricompensa. Lo diseredò e lo cacciò via per sempre. La giustizia fu fatta, ma il dolore rimase.