La Chiesa di Santa Maria de Arce sorge accanto al Castello Theodoli, nel punto più alto del centro storico: il nome “de Arce” deriva dal latino “arx”, che significa rocca o altura, a ricordo della sua collocazione. La prima fase costruttiva risale al XV secolo, come testimonia l’iscrizione del 1489 incisa su una campana, quando la chiesa serviva quasi esclusivamente i soldati di guarnigione presso la Rocca.
Nel Seicento, quando San Vito passò sotto il dominio della famiglia Theodoli, i nuovi signori del feudo mostrarono la propria generosità verso la chiesa vicina al castello donandole una grande pala d’altare raffigurante l’Assunta, attribuita a Carlo Maratta o alla sua scuola. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento diversi parroci ne trasformarono l’aspetto: furono realizzate le due navate laterali e la volta venne demolita e ricostruita, aprendo sei finestre laterali. Nei primi del Novecento don Guarino Nini affidò all’architetto Andrea Busiri-Vici un nuovo assetto della chiesa, che comprese lo spostamento del campanile dall’abside verso la facciata, la costruzione di una nuova sacrestia e la realizzazione della Cappella del Crocifisso.
La facciata, scandita da un unico grande ordine con paraste angolari, termina con un timpano curvilineo sormontato da una croce in ferro battuto; il portale ha una semplice cornice in travertino coronata da un timpano di gusto misto con lo stemma marmoreo dei Theodoli. L’interno, a tre navate, culmina in una cappella absidale, con la navata centrale scandita da un rigoroso ordine geometrico di paraste sui muri portanti.
