Nel cuore più interno del centro storico di San Vito Romano si nasconde il Vicolo Baciadonne, uno dei suoi angoli più suggestivi. Non è nemmeno così facile trovarlo: perdersi tra i vicoli del paese vecchio e scovarlo da soli, magari chiedendo la strada a qualche sanvitese, fa parte del fascino di questo luogo.
Il nome è già tutto un programma: richiama alla mente un luogo appartato, quasi nascosto, dove fermarsi per un momento di intimità e magari baciare la propria donna. Chissà se il nome nasce davvero da qualcosa del genere.
Oggi, attraversandolo, si ha quasi l’impressione che ci passi una persona ogni dieci giorni: le scalette, gli archi, le vecchie mura di pietra e le case strette l’una accanto all’altra sembrano isolarlo dal resto del paese. Eppure ci sono ancora delle abitazioni e dietro quelle porte continuano a esserci vite e storie: c’è chi ricorda che sul pianerottolo in alto si trovava la cantina di un nonno, e chi in una delle case del vicolo è cresciuto, tra i ricordi legati alla casa dei propri nonni.
Chi ci abitava racconta anche di potersi affacciare dalla finestra del salone e vedere la piazzetta di San Biagio, poco distante. Ed è forse anche per la sua strettezza che il vicolo custodisce un altro significato: qui, come è stato fatto notare, incontrare qualcuno significa doverlo per forza salutare, perché non c’è verso di sgusciare via - un piccolo rito quasi obbligato - non solo una partita a monopoli, come è stato detto scherzosamente.
Fonte: ricordi condivisi dalla community su Facebook.
